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La Direttiva Macchine 2006/42/CE prevede che, a fronte di ogni zona pericolosa accessibile, venga individuata e implementata, in fase di analisi del rischio, una misura di riduzione dello stesso per impedire che l’operatore possa accedervi esponendosi ad un possibile infortunio.

Per soddisfare tale esigenza, la 2006/42/CE propone due strade alternative, entrambe ammissibili, da seguire per ottemperare ai requisiti di sicurezza. In funzione dello specifico caso, possono trovare idonea applicazione sia i ripari che i dispositivi di protezione. La distinzione tra queste due possibili opzioni consiste nella modalità con la quale viene ridotto il rischio.

Ripari, sono definiti come tali, quegli elementi che forniscono una protezione tramite una barriera materiale interposta tra l’operatore e la zona pericolosa. La Direttiva, in particolare, ne individua tre tipologie: ripari fissi, ripari mobili interconnessi e ripari regolabili che limitano l’accesso. 

Dispositivi di protezione, invece, differiscono dai precedenti in quanto non costituiti da una barriera fisica riducendo il rischio attraverso altri mezzi in modo da evitare l’esposizione al pericolo da parte dell’operatore. La direttiva individua diverse categorie, le più diffuse e utilizzate, sono i dispositivi di comando a due mani, gli interruttori di sicurezza, le pedane sensibili ed i dispositivi optoelettronici.

I tappeti sensibili, oggetto del presente approfondimento, appartengono alla categoria dei dispositivi di protezione. Questi dispositivi di protezione presentano un’area sensibile che, se sollecitata dalla pressione dovuta alla presenza di un operatore, manda in arresto precauzionale la macchina. Con l’arresto della macchina, l’operatore viene tutelato e protetto da fonti di pericolo dovute alla presenza di organi in movimento.

La norma di riferimento per i tappeti sensibili è la UNI EN ISO 13856-1:2013, che fornisce tutte le informazioni utili al loro dimensionamento e alla loro corretta installazione. Nel seguito vengono descritte le principali linee guida, cui il fabbricante e l’installatore dovrebbero sottostare.

Esempio di tappeto sensibile [fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/Machine_guarding].

CRITERI DI INSTALLAZIONE
Vengono descritti i criteri di corretta installazione a cui attenersi, per rendere efficace il tappeto sensibile, come ad esempio, la necessità di impedire la possibile elusione dell’area di intervento dell’operatore.

PRINCIPI DI DIMENSIONAMENTO E CALCOLO DISTANZA DI SICUREZZA
Il Tappeto sensibile deve avere una profondità di almeno 750 mm e una distanza dalla fonte di pericolo non inferiore a quella ricavata, applicando la formula specifica indicata all’interno della norma tecnica e di seguito riportata:

S = 1600 ∙t + (1200-0,4 h)

Dove:

  • S è la distanza minima tra il bordo di accesso del tappeto e la fonte di pericolo [mm];
  • t è il tempo massimo che intercorre tra l’azionamento del dispositivo e l’arresto delle parti mobili [s];
  • h è l’altezza dell’eventuale gradino o piano sopraelevato su cui dovesse trovarsi montato il tappeto sensibile [mm].

PROVE
Infine, vengono fornite indicazioni sulle prove da eseguire prima della messa in funzione dei dispositivi e sulle prove da ripetere ad intervalli regolari per garantirne la corretta funzionalità durante tutto il ciclo di vita utile.